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Morte di un uomo felice di Giorgio Fontana


"Colnaghi chinò il mento sul petto. Da diverso tempo immaginava che anche lui, forse, sarebbe diventato un corpo come Vissani, o come i colleghi uccisi negli anni precedenti. La trasformazione era in corso, ed era strano - come portare in giro un secondo se stesso, una minuscola morte che andava germogliando nel tempo, in attesa di sbocciare. Sarebbe accaduto davvero? E dove, e quando?"

Cos'è la giustizia? Qual è il suo ruolo? Queste le domande che sembrano pervadere la vita di Giacomo Colnaghi. Siamo a Milano nel 1981, uno dei periodi in assoluto più bui e confusi della storia italiana; Giacomo Colnaghi è un giovane magistrato cattolico e si occupa di terrorismo di sinistra. Colnaghi non ha mai conosciuto il padre, un uomo ucciso in seguito alla partecipazione ad azioni a sfondo partigiano, ma la sua storia e le motivazioni che l'hanno condotto alla morte sono dei punti fondamentali a partire dai quali si sviluppa la vita del magistrato.
Il clima dell'Italia di quel periodo è descritto molto bene, si percepisce quasi la densità, la paura, l'oscurità di quell'epoca. Si percepisce quel filo conduttore che lega gli eventi della lotta partigiana con le deviazioni terroristiche degli anni '70 e '80.
Non è un libro dalla trama fittissima, ma costituito dalla ricerca di sé e di senso da parte del protagonista.
Al centro ci sono la situazione sociale e politica dell'Italia di quegli anni e la spinta di Colnaghi a chiedersi quali siano i motivi che spingono persone così simili a lui nel percorso di vita ad aver abbracciato il terrorismo. La ricerca del significato profondo della giustizia, la necessità che essa sia non solo punitiva, ma anche trasformativa.
Cè il Colnaghi uomo, come padre e marito, ruoli ai quali sente di dare troppo poco per dare spazio al lavoro. C'è poi il Colnaghi figlio che forse è alla base della sua scelta di vita, della ricerca di giustizia, di far quadrare le cose.
Fin dall'inizio serpeggia quest'idea di morte, il lettore sa già cosa accadrà: lo suggerisce il titolo e viene fatto sentire lungo tutto il testo. Anche il magistrato ha una vaga consapevolezza di quale potrà essere il suo destino, ma non se ne vuole sottrarre pienamente.

 "Allora d'improvviso gli fu chiaro perché, da ragazzo, aveva scelto quella strada. Era talmente semplice e come sempre aveva a che fare con il dolore [...]"

Commenti

  1. L'ho letto anche io... dolore, rabbia, per questa morte insensata... anche se la storia è inventata, il clima è autentico. Mi piace anche il parallelo posto tra padre e figlio, entrambi vittime delle proprie idee, della propria cocciutaggine... un libro a volte struggente

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    1. Il clima è una delle cose che più mi è rimasta addosso del libro!!!

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  2. Anche se era chiaro fin dal titolo come sarebbe finito, mi aspettavo comunque qualcosa di diverso, più sorprendente.

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    1. Non so perché ma da questo libro sapevo cosa aspettarmi, forse il titolo mi aveva già dato questa direzione :)
      Grazie per i tanti commenti :)

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